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Il comune di Verrone appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Biella

Personaggi illustri

Maurizio Antonio Zumaglini

Nato in Benna nel 1804, laureatosi in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Pisa nel 1825, sposò nel 1832 la nobildonna Olimpia de' Curbis Contessa di san Michele, vedova dell'Avvocato Felice Marandono. Con ella nel 1835 fece acquisto del Castello di Verrone da Amedeo ed Augusto Vialardi di Verrone e quivi si ritirò coltivando l'arte della medicina della omeopatia e soprattutto della botanica. Nel Castello di Verrone compose l'opera sua monumentale ancor oggi celebre "Flora Pedemontana", tesa a classificare la flora biellese e con essa diversi trattati scientifici sulla botanica e sulla medicina. Consigliere Comunale in Verrone, senatore del Regno Sabaudo, fu insignito del cavalierato dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Morto il 18 novembre del 1865 fu sepolto nella Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo.A lui sono intitolati i giardini pubblici al centro della città di Biella.
A lui è stato intitolato un percorso botanico in Verrone ideato con paline che raccontano della sua vita, del suo pensiero e descrivono le principali specie locali descritte nella Flora.

Luigi Marandono

Figlio della Contessa Olimpia de' Curbis e del primo marito Avvocato Felice Marandono, alla morte della madre avvenuta nel 1866 restò erede di una cospicua parte di eredità materna consistente in una porzione del Castello di Verrone, cascine e beni terrieri. In omaggio alla figura della madre, per amicizia e deferenza verso il Prevosto di allora Don Gregorio Rainero e soprattutto per amore verso Verrone ed i suoi fanciulli, legò questa sua cospicua eredità alla nascita in Verrone di un Asilo Infantile. Morto nel 1897, lasciò erede dei beni materni la Congregazione di Carità di Verrone affinché questo Pio Ente allora esistente in Verrone, adempisse all'obbligo suddetto. L'Asilo Infantile di Verrrone, sorto nel 1900 dentro il complesso del Castello, trasformato nel 1974 in Scuola materna Statale, fu per questo intitolato a Luigi Marandono come ricordato dalla scritta sul frontone dell'edificio e dalla lapide nell'atrio. A lui è pure intitolata la Piazza su cui sorge l'attuale edificio comunale che ospita la saletta multimediale e la Biblioteca Civica Alfonso Sella, la sede dei Servizi Socio Territoriali IRIS e l'Ambulatorio Comunale.

Cristina, Aloisia, Olimpia Curbis dei Conti di San Michele

Nata a Chieri il 29 dicembre 1798 andò in sposa all’avvocato Felice Marandono da cui ebbe tre figli Luigi, Angiolina e Giuseppina. Rimasta vedova ancora in giovane età, sposò in seconde nozze il dottor Antonio Maurizio Zumaglini.
Con la vendita di diverse proprietà possedute in Torino dalla Curbis, i coniugi Zumaglini acquistarono il Castello di Verrone e le proprietà annesse il 7 dicembre 1835 per la cifra di £. 90.000. La contessa Olimpia accettò di seguire il marito nel piccolo e isolato villaggio di Verrone e come scrisse la loro figlia Corinna: “…Fu donna colta e misericordiosa; in grado quindi di intendere bene le esigenze spirituali e morali del marito; tanto che non ritenne sacrificio d’isolarsi con lui nel Castello di Verrone e a condividerne virtuosamente l’oscura vita, circondandola d’ogni cura amorosa, tanto più preziosa e riposante, quanto più faticoso era di lui l’indagare paziente nei segreti della natura…”
Al figlio Luigi trasmise il sentimento di affezione a Verrone che lo portò a lasciare i beni ereditati dalla madre al fine di erigere nel nostro paese un Asilo Infantile.
Morì il 1° febbraio 1866. Una lapide fatta incidere dalla figlia Corinna, nella Chiesa Parrocchiale di Verrone la ricorda ancor oggi.

Don Achille Borello

Don Achille Borello nacque a Biella il 13 giugno 1885. Ordinato sacerdote l’11 luglio 1909 fu vice parroco a Magnano (1909) a Ponderano (1911) e a Pralungo (1914); il 24 novembre 1916 fu nominato dal vescovo, parroco di Verrone.
Fece il suo ingresso il 28 gennaio 1917 e dimostrò già nei primi anni del suo ministero una profonda affezione alla comunità di Verrone scrivendo il libro “ Verrone: Brevi Memorie storiche” pubblicato nel 1926, vero compendio della storia del paese di allora, dimostrando ottima cultura letteraria e storica, singolari per il parroco di un piccolo paese di quel tempo.
Collaborò con l’Amministrazione comunale nell’ideazione dello stemma comunale.
Data la profonda cultura di cui era dotato resse fino all’ultima guerra la scuola di Santo Spirito in ossequio allo statuto dell’Opera Pia Santo Spirito: tale scuola retta appunto dal parroco, membro nato di tale Ente, era integrativa rispetto alla scuola elementare di allora che giungeva solo fino alla classe 3°.
Fu parroco di Verrone per quarantacinque anni fino al 9 aprile 1962 quando cessò l’incarico per motivi di salute. Morì il 29 settembre 1962.
A testimonianza del suo profondo legame con il paese di Verrone, che giustifica da parte dell’Amministrazione l’intitolazione di una via, sono le parole scritte con l’animo del sacerdote in apertura ed al termine del suo libro, indirizzate alla comunità, parole che anche oggi, pur se non più riferite ad una comunità agricola, conservano intatta la profonda carica di umanità, affetto per il paese e dottrina sociale.

“A voi miei amati parrocchiani dedico queste Memorie…Mi auguro che questa umile fatica serva ancora a rinsaldare ognor più tra noi quel vincolo fraterno, che tutti ci deve legare nella solidarietà cristiana degli affetti e dei propositi in una vita sempre più feconda di idealità cristiane…Chiudo esprimendo il voto che questa parrocchia progredisca a rapidi passi e giunga all’acquisto della sua prosperità economica e civile non senza ricordare però che di pari passo deve manifestare il progresso religioso e morale, senza di cui la prosperità materiale è vana e caduca.” Verrone 24 giugno 1926

Don Alessandro Margara

Nato a Carisio il 6 febbraio 1929 da Pasquale ed Antonietta Locardi seguì da piccolo lo spostamento lavorativo della famiglia, per questo iniziò gli studi al Sacerdozio nel Seminario Vescovile di Casale Monferrato per trasferirsi poco dopo in quello di Biella, quando i suoi genitori ritornarono e si stabilirono definitivamente a Carisio in quella casetta bianca sulla collina, da lui più volte ricordata e cantata nelle sue poesie.
Lo studio non gli costava fatica: era sempre uno dei primi, in modo speciale nella lingua italiana.
Divoratore di libri di celebri scrittori, fin dai banchi di scuola dimostrò una particolare passione per la poesia, una passione che tenne sempre segreta, sia nei confronti dei superiori che dei compagni di classe.
Ordinato sacerdote da Mons. Rossi il 28 giugno 1953 , esercitò il suo primo ministero all'Istituto "Regina Montis Oropae" di Sagliano Micca. In seguito fu viceparroco a Crocemosso, a Mosso S. Maria e a Biella Piazzo, poi Vicario adiutore dell'anziano parroco di Verrone, Don Achille Borello. Quando questi rinunciò alla parrocchia il 9 aprile 1962, Don Sandro fu nominato economo spirituale e pochi giorni dopo, il 15 giugno, in seguito a concorso, Parroco. Prese possesso della parrocchia il 9 settembre dello stesso anno.
Fu una presenza intensa nelle opere ma breve nel tempo, poiché morì in un incidente stradale il 28 dicembre 1965.
A Verrone tutti gli volevano bene, in modo speciale i ragazzi e i giovani , a cui aveva dedicato tutto se stesso. La sua piccola automobile era diventata famosa per il gran numero di ragazzi che riusciva a trasportare.
Mantenne ottimi rapporti con i sacerdoti suoi coetanei e con i parroci viciniori, felice quando aveva occasione di aiutarli.
Si adattò a vivere in povertà con la sua buona mamma nella vecchia casa parrocchiale, priva persino dei servizi più essenziali.
Nonostante gli impegni parrocchiali, trovò tempo per continuare le sue letture preferite e per comporre poesie che denotano una persona colta ed un animo sensibile.
Sono raccolte in diversi quaderni e non poche su semplici fogli. Trattano dei temi più vari, velate sempre da un senso di malinconia, presago di una morte vicina, predettagli da Padre Pio da Pietrelcina nel 1952. Le poesie di Don Sandro, per il loro valore letterario, sono state raccolte e pubblicate in un volume edito dall'Amministrazione Comunale nell'anno 2001 "Don Alessandro Margara: Poesie".

Don Francesco Marinelli

Nato a Cerignola il 4 febbraio 1928 da Tommaso e Antonietta Patruno, ricevette l’ordinazione sacerdotale il 28 giugno 1959 e fu nominato Parroco di Verrone il 9 febbraio 1966 facendo il suo ingresso in paese il 26 giugno dello stesso anno.
Parroco di impronta secolare, visse la trasformazione di Verrone da piccolo borgo agricolo ad importante centro industriale con le inevitabile conseguenze di tipo migratorio sulla popolazione. Profondo aggregatore, vide la miglior espressione di questa sua dote nella ferma volontà di costituire e di realizzare prima un Circolo Parrocchiale per i capifamiglia e poi l’Oratorio Don Bosco, un salone parrocchiale realizzato nei primi anni ‘80 con enormi sforzi economici e divenuto un punto di riferimento per la crescita non solo religiosa ma anche per la formazione sociale dei giovani e dell’intera Comunità di Verrone.
Morì a Verrone l’11 marzo 1994.

I Conti Vialardi di Verrone

Storica famiglia proprietaria del Castello di Verrone e di buona parte del territorio dal XII secolo al 1835. L’atto di dedizione reso ai Savoia nel 1373 con il quale, in cambio di un’assoluta fedeltà si assicurarono per i secoli a venire un’ampia autonomia amministrativa ed economica, il diritto di jus-patronato che essi esercitarono sulla Parrocchia di Verrone resero molto forte la loro influenza sulle vicende della Comunità.
Oltre alle numerose personalità in campo politico, militare e religioso politiche religiose e sociali che sorsero in tale famiglia, oltre ai contenziosi con la Comunità stessa per il possesso di parti del territorio che segnarono la storia della stessa Comunità, da segnalare sono la donazione del prezioso fonte battesimale presente oggi nella Parrocchiale di Verrone da parte di Carlo Francesco Vialardi nel 1694, la fondazione della Cappella di Santa Maria delle Grazie, detta della Madonnina, avvenuta nel 1725 da Giuseppe Francesco Vialardi a ringraziamento della vittoria dei Savoia sui Francesi nel 1706, la donazione dell’orologio sulla torre campanaria nel 1764 da parte di Francesco Bernardo Vialardi.
Il Castello ed il tenimento di Verrone passò da questa famiglia ai coniugi Zumaglini-Curbis il 7 dicembre 1835 con atto di vendita dai fratelli Amedeo ed Augusto Vialardi.
I ramo dei Vialardi di Verrone si estinse nel 1940 con la morte del Generale Vittorio Amedeo ultimo Conte della famiglia.